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1508–1575

XLV

Berardino Rota

O per mano d’Amor dipinta imago col licor del mio pianto e del mio sangue, che fai, quantunque immobile ed exangue, mai sempre il viver mio d’arder più vago,

quanto mal fui del mio dolor presago quel dì che come in sen venenoso angue ten portai meco, il cor che brama e langue sperando in te render tranquillo e pago;

ché tanta non uscì fiamma del lato del mentito destriero onde Troia arse, quanta del legno in cui formata sei; né fu da l’onde poi tanto bagnato

il suo navilio e le reliquie sparse quanto se’ tu dal mar de gli occhi miei.

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