Skip to content
1508–1575

XLII

Berardino Rota

Suol addolcir d’amante ogni alto amaro talhor d’occhio pietoso un giro, un segno; a me di bella donna un dolce sdegno rende il tosco del cor soave e caro.

Veracemente allhor veggio ed imparo quanta è la gioia del celeste regno, né col mio tristo oscuro stato io degno cangiar anchor qual è più lieto e chiaro.

Qual dolcezza è la mia, quando i begli occhi mi copre bianca invidiosa mano in tutt’altro a me cruda, in questo amica. Da quella neve fuor par ch’Amor fiocchi

eterno oblio de’ miei gran mali, e dica: «Che fia vederla in atto humile e piano?»

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XLII · Berardino Rota · Poetry Cove