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1508–1575

XLI

Berardino Rota

Vivo terren mio sol, che lunge e presso questa vita in un punto agghiacci ed ardi, e con un giro de’ soavi sguardi talhor m’involi, e poi rendi a me stesso;

perché parte spirar mi sia concesso, l’alma tua luce ad aggiornar non tardi le notti mie; tutt’altri vani e tardi soccorsi fien perch’io non manchi expresso.

Da te, come da fonte, a me deriva il viver mio, che tanto è fermo o frale quanto se gli apre o cela il tuo splendore. Bene in tutt’altro al sol celeste eguale

ti mostri; ma colui scalda ed aviva, per te sovente l’huom gela e si more.

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