Ed orsa, e calamita, e pietra, e stella
ben vi poss’io chiamar, fera e possente
più d’altra al mondo, e più dura e lucente,
troppo, donna, per me spietata e bella.
Chi più morde di voi quest’alma e quella?
a sé chi più la trahe? Chi d’Amor sente
men le percosse? O chi più forte ardente
raggio ne scopre in atto od in favella?
Fia mai quel dì ch’io più non tema il morso
del vostro orgoglio, e che non prezzi e cure
la dolce forza de’ begli occhi rei?
Vostre voglie fien mai men fredde e dure,
verrà mai da’ bei lumi al cor soccorso?
O priego allhor sia fine a’ giorni miei.