Ditemi, pensier miei, quando vorrete
fermarvi voi, che saldo loco habbiate?
Hor alto, hor basso, hor quinci, hor quindi andate
vagando pur, che non mai posa havrete.
Ah, ciechi, ah temerarii, hor non vedete
ch’a voi medesmi oltraggio e torto fate,
quasi alme a l’infernal stratio dannate,
urne, augel, rota, sassi, e fame e sete?
Ben vi chiamo io, ben vi riprendo e dico:
«Tornate indietro, e raffrenate il volo»,
ma voi ne gite ognihor più sordi e pronti.
Pur il mio mal co ’l vostro mal consolo,
ché, s’io perdo le voci e m’affatico,
voi sete Icari al fin tutti e Phetonti.