Affrettiamci a partir, corriamo al fine
di questa via, ch’è vera morte e viva,
dove si varca un mar che non ha riva
e l’allegrezza il pianto ha per confine;
dove han le molli piume acute spine,
e felce il lauro, ed è salce l’oliva,
meta il piacer dove non mai s’arriva,
l’oro e la gloria al sol tenere brine.
Ahi, chi mi torce indietro, ahi, chi mi sforza?
ben veggo inanzi a i piè lacci e catene,
li veggo, ma schifarli unqua non basto.
Tenace peso di terrena scorza
troppo mi grava e troppo mi ritiene;
mal s’io mi scuoto, e peggio è s’io contrasto.