E’ più fiate in sé l’anno rivolto
che d’invisibil foco Amor m’accese,
e di crespo or la rete avolse e tese,
ov’io (né me ne duol) fui stretto e colto;
e pur la fiamma intepidita, o sciolto
non veggio il nodo al cor, che l’arse e prese,
né la vita mancar ch’indarno ha spese
l’hore fin qui, né devea star già molto.
«Alma, che speri?» Amor par che mi dica:
«Dentro i begli occhi invano agogni morte,
ché per voler morir mai non si more:
celeste immortal esca il cor nutrica,
e stringe laccio ordito in ciel sì forte
che non val morte o tempo a trarten fore».