A la mia foscha e tenebrosa mente
ché non aggiorni, o vero sol ch’a noi
vero giorno apri? E son ben grandi i suoi
terreni abissi, onde adombrar si sente.
Se dieder lume a le luci orbe e spente
di tal che ti ferì su ’l legno i tuoi
celesti ombrati raggi, illustrar puoi
la notti anchor di chi s’humilia e pente;
e s’ei con un sol colpo il lato manco
t’aperse, ed io di sempre nove offese
con venenoso stral t’impiago e fiedo.
Non men però ver me pronta e cortese
sia la virtù del pretioso fianco,
s’a par di lui, Signor, t’esalto e credo.