La fiamma, che per gli occhi apprese e bebbe
il cor, che gelando arse ed ardendo alse,
quando con arme di vantaggio e false
Amore a pien di me la vittoria hebbe,
quel poco fral ch’avanza homai devrebbe
incenerir, da che già nulla calse,
né cale altrui di me, nè fuggir valse
quel primo dì che più fuggir si debbe.
Tutto quello, ond’io vivo, è fumo ed ombra:
il meglio è in man d’altrui per farne stratio,
né però fumo ed ombra anchor vien manco;
pur sì dolce arde il cor, ch’io ne ringratio
tal che di vita e libertà mi sgombra,
d’arder non mai, ma ben di viver stanco.