Fu gran pietà, caro signor, la vostra,
fu vero amor che voi medesmo vinse,
fu spartano desir, che vi costrinse
più de la propria amar la vita nostra.
Ben s’era più che quattro volte mostra
la virtù che di lauro il crin vi cinse;
ma quel valor che ’l foco interno estinse
di più bei fregi assai v’orna ed inostra.
Hebbero gli altri statue, archi e corone,
ma gli anni poi ne fer prede e rapina;
voi di gloria maggior gite più bello.
O felice mercé d’opre alte e buone,
ecco qual Dio la patria hoggi v’inchina,
triomphando nel cor di questo e quello.