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1508–1575

XCV

Berardino Rota

Poiché tu ne la sera, io ne l’aurora fummo de’ giorni, e fummo ambo in disparte non men di loco che d’ingegno e d’arte, tu veglio in tutto, io giovenetto ancora,

e questo fé ch’io non godessi ognihora presente del tuo sol picciola parte, ch’i’ non havessi lume in quelle carte, ov’ hebber gli altri e ben felici allhora,

piacciati almen da i gloriosi giri, ove ne stai col gran foco di Laura, accompagnare, o Bembo, il pianger mio, e pregar lui, che quello spirto ed aura

ch’a te già diè, conceda a’ miei sospiri: tutti tre morte afflisse, hebbe un desio.

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