O due Muse, o due Gratie, o due Phenici,
donne celesti, in cui nova harmonia
fanno insieme honestate e leggiadria,
vere del secol nostro alme beatrici,
poi non mi dieder mille i cieli amici
animi e mille, acciò, sempre qual sia
vostro valor membrando, al ciel la via
m’aprissero i pensier grandi e felici,
con quest’uno, ch’io ho, con nobil sete
vi sacrerà tutte le forze sue
lo stil, che per voi sprezza e Stige e Lethe.
Nove Muse, tre Gratie, ed una fue
Phenice già: ma là dove voi sete
fate sempre parer ch’elle sian due.