«Gioia d’huomini e dei, madre d’Amore
che ’n doce foco amaramente accendi
il mondo tutto, e sì ’l riempi e rendi
fecondo e bel col tuo felice ardore,
questo mirto ch’hor apre il primo fiore
ti sacro, se mortal pur voce intendi;
tu gradir degna il picciol voto, e prendi
il cor, se mio pur si può dire il core;
poiché involai l’altrhier tre basci a Nisa,
dietro quel salce, che si stava al rezzo
raddoppiando splendor con gli occhi al giorno»
lieto pastor cantava in cotal guisa,
quando le voci fur rotte nel mezzo
da sospir che la selva arse d’intorno.