Mentre pur io del cavalier romano
che cantò Delia e la fé conta e chiara
e del sol ch’Arno e Sorga orna e rischiara
cerco i vestigi, e ben li cerco invano,
Amor, ch’abbassa ogni pensier sovrano
e saettar da due begli occhi impara,
fa sì ch’ogni alta impresa habbia men cara,
e col freno del cor regge la mano.
Già mi volsi a più bella opra e più salda,
scoprendo del gran Dio gli ampi thesori,
ma leve altrove e van piacer mi torse.
Voi due, cui divin foco arde e riscalda,
ch’io segua l’un, ch’i’ sia de l’altro fuori,
dite, fia mai? Ch’io me ne vivo in forse.