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1508–1575

XCIII

Berardino Rota

Mentre pur io del cavalier romano che cantò Delia e la fé conta e chiara e del sol ch’Arno e Sorga orna e rischiara cerco i vestigi, e ben li cerco invano,

Amor, ch’abbassa ogni pensier sovrano e saettar da due begli occhi impara, fa sì ch’ogni alta impresa habbia men cara, e col freno del cor regge la mano.

Già mi volsi a più bella opra e più salda, scoprendo del gran Dio gli ampi thesori, ma leve altrove e van piacer mi torse. Voi due, cui divin foco arde e riscalda,

ch’io segua l’un, ch’i’ sia de l’altro fuori, dite, fia mai? Ch’io me ne vivo in forse.

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