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1508–1575

XCII

Berardino Rota

Era di nube il ciel rinchiuso intorno e stanco il sol sen gia verso occidente, allhor ch’un altro sol più vivo ardente aperse l’aria e ne diè novo il giorno.

L’un si fuggì, tal hebbe oltraggio e scorno; l’altro, già vincitor solo e possente, inseme col mio cor passò repente, quasi baleno, in sul bel carro adorno.

Io rimasi com’huom ch’alte e novelle dolcezze sogna, e desto anchor s’appiglia al falso, e col penser torna a vedelle. Qual mortal gioia al dolce atto simiglia?

O quando mai potrà cose più belle trovar la lode, alzar la meraviglia?

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