Era di nube il ciel rinchiuso intorno
e stanco il sol sen gia verso occidente,
allhor ch’un altro sol più vivo ardente
aperse l’aria e ne diè novo il giorno.
L’un si fuggì, tal hebbe oltraggio e scorno;
l’altro, già vincitor solo e possente,
inseme col mio cor passò repente,
quasi baleno, in sul bel carro adorno.
Io rimasi com’huom ch’alte e novelle
dolcezze sogna, e desto anchor s’appiglia
al falso, e col penser torna a vedelle.
Qual mortal gioia al dolce atto simiglia?
O quando mai potrà cose più belle
trovar la lode, alzar la meraviglia?