Se quanto più dal mar turbato infido
del mondo empio nemico il piè trar voglio,
tanto più v’entro, e periglioso scoglio
m’è sempre innanzi, e s’allontana il lido.
Se quanto più di me stesso mi fido
via più m’inganno, e di ragion mi spoglio,
e tanto più catene e reti accoglio
quanto più libertà sospiro e grido,
tu, Signor, salda sede e vero porto,
qual di te parte in te stesso mi mira,
e non in me, che per me nulla io sono;
rinverdi e avviva il cor, che secco e morto
langue, qual fior di ria stagione in ira;
gran tempo è già che fostù ’l mio perdono.