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1508–1575

VIII

Berardino Rota

Mal s’io non parto, e mal s’io parto e fuggo dal balenar d’un bel raggio sereno: ché mortal dentro al cor forte veneno con gli occhi e col pensier delibo e suggo.

S’io torno indietro, al mio stratio rifuggo, s’io oltra vo, vo con la morte in seno: ogni atto è di temenza e di duol pieno, presso e lontan m’incenerisco e struggo.

Guerra e martir gl’innamorati lumi scorgono in ogni parte, e mai quiete non han, fin ch’io non manchi e mi consumi. Nel pensier poi non trovo ond’i’ m’acquete:

ché de l’inferno i dolorosi fiumi tutti ne vengon meco, altro che Lethe.

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