Per l’huom terren la morte entrò nel mondo,
per l’huom celeste poi venne la vita;
lasciò Natura il primo orba e ferita,
le diè poi luce e risanò il secondo.
L’un n’aperse l’inferno atro e profondo,
l’altro la via del ciel chiara e spedita;
quelli in miseria bassa ed infinita,
questi ne pose in grado alto e giocondo.
Ma, se talhor mi volgo a quel che il primo
ne recò co ’l peccar, trahendo a morte
dal ciel per far noi vivi il mio Signore,
quasi a par del guadagno il danno estimo,
e grido: o caro don d’adversa sorte,
o felice d’Adam primiero errore!