Corsi anchor io con gli altri, e camin tenni
di velen tinto, e l’amara acqua bebbi
del vano Tebro, ed a me stesso increbbi
e piacqui insieme, e dolce mal sostenni.
La meta mi fuggì dinanzi, e venni
talhor al fren che’n man si ruppe, e crebbi
sì nel soave error che al fin sol hebbi
stanchezza, e vento e polve in pregio ottenni;
e se non ch’io scoversi amico lume
lontan, ma ben vicino al mio soccorso,
fora sommerso già bevendo al fiume.
Più certa meta e più felice corso
altra Roma mostrommi, altro costume;
così fin qui tutto ’l mio tempo è corso.