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1508–1575

LXXXV

Berardino Rota

Miracol di natura a’ giorni nostri, giovenetta ch’in rozzo ed humil borgo bevuto hai già del bel pegaseo gorgo l’acqua più viva, e sprezzi l’oro e gli ostri;

arte matura a non maturi inchiostri ceda per te, cui gratie e lode io porgo; non pon gli studi e gli anni, a quel ch’io scorgo, far quanto tu col puro dir ne mostri.

Deh non, più non cantar di noi, ché poco dir ne potrai; ma ben rivolgi a quella lo stil, ch’in ciel si sta dolce mio foco. Pensier celeste e vena alta e novella

mandar ti può dal suo beato loco chi fu sola nel mondo honesta e bella.

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