Fior nato in paradiso, illustre e caro
di natura thesor concesso a noi
perché serbassi intatti i pregi suoi
contra la parca ladra e ’l fato avaro,
tutto il più peregrin, tutto il più raro
che mai fu da gli Hesperii a i liti Eoi
tu ne dai col favor de’ sughi tuoi,
che vita morte fan, dolce l’amaro.
Che brami tu ch’io di te scriva e cante?
De le tue meraviglie al mar profondo
sicuro entrar chi fia mai che si vante?
Non tacerò, ch’a null’altro secondo
ben fosti il fior di tante gratie e tante,
poiché rendesti il mio Dionigi al mondo.