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1508–1575

LXXXIX

Berardino Rota

Fior nato in paradiso, illustre e caro di natura thesor concesso a noi perché serbassi intatti i pregi suoi contra la parca ladra e ’l fato avaro,

tutto il più peregrin, tutto il più raro che mai fu da gli Hesperii a i liti Eoi tu ne dai col favor de’ sughi tuoi, che vita morte fan, dolce l’amaro.

Che brami tu ch’io di te scriva e cante? De le tue meraviglie al mar profondo sicuro entrar chi fia mai che si vante? Non tacerò, ch’a null’altro secondo

ben fosti il fior di tante gratie e tante, poiché rendesti il mio Dionigi al mondo.

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