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1508–1575

LXXXIII

Berardino Rota

Siami pur senza te concesso un giorno, nemico empio dolor, mio vivo inferno; lasciami pianto e tu, compagno eterno, nè prender, Morte, la mia tregua a scorno

finché io ’l bel viso sovra ogni altro adorno e tutto quel nobil thesoro interno ch’in vergine real da lunge scerno colorir possa a le mie carte intorno.

E tu, mio novo in ciel puro splendore, perdona, priego, se tropp’oltra io miro; tornerà poi ’l dolor, tornerà il pianto. Ma chi potrà giamai giungere a tanto?

non ombreggia alto lume humil colore, né si rinchiude il ciel con picciol giro.

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