A che più chiami, a che soccorso attendi,
alma, triompho ognihor di stratii e guai?
ben fora tempo, ed è passato homai,
di lasciar l’ombre ch’abbracciare intendi.
Misera, nove guise ama, ed apprendi
già di pentirti: invan pianto tropp’hai.
A colei che qui cerchi oltraggio fai,
e forse il suo splendor torbido rendi.
Ella si gode in ciel, né del cangiato
mio viver cura, e pur mi va mostrando
il buon camin dal suo bel piè segnato;
ma sì ritiemmi Amor ch’altrove errando
mi tira dietro il dolce lume amato,
posto tutt’altro e più me stesso in bando.