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1508–1575

LXXXI

Berardino Rota

Non è d’esca terrena il caro ardore che move il raggio del mio sol possente e bolle più quand’è più l’aria algente, come abondante in picciol vaso humore.

A che dunque di tal triomphi, Amore, che gode in mezzo il suo bel rogo ardente? Ombra e polve son io che nulla sente: vincer chi non contrasta è vano honore.

Nove guise di stratio apprendi e trova contra chi fugge i tuoi colpi mortali, o le vittorie tue dispregia e tace. Io vorrei mille cor; tu mille strali

vorrei ch’havessi, acciò sempre più nova fosse la piaga che m’ancide e piace.

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