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1508–1575

LXXVIII

Berardino Rota

A gran ventura tenni il mirar voi, occhi che soli per mio sole io tenni; a gran ventura il mal che ne sostenni e la pietà che n’hebbe il mondo poi.

A gran ventura, Amor, gli stratii tuoi, che fur pur troppo, ohimé, da che divenni altr’huom di prima, e lieto a goder venni quanto può dar signor cortese a’ suoi.

Hor tengo, lasso, a gioia, a gloria il pianto (chi ’l crederebbe?) senza i dolci e rei occhi ch’a gli occhi miei fur guerra e pace; ed a miglior ventura anco terrei

s’io men gissi a giacer dove si giace la bella spoglia ch’amo ed amai tanto.

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