A gran ventura tenni il mirar voi,
occhi che soli per mio sole io tenni;
a gran ventura il mal che ne sostenni
e la pietà che n’hebbe il mondo poi.
A gran ventura, Amor, gli stratii tuoi,
che fur pur troppo, ohimé, da che divenni
altr’huom di prima, e lieto a goder venni
quanto può dar signor cortese a’ suoi.
Hor tengo, lasso, a gioia, a gloria il pianto
(chi ’l crederebbe?) senza i dolci e rei
occhi ch’a gli occhi miei fur guerra e pace;
ed a miglior ventura anco terrei
s’io men gissi a giacer dove si giace
la bella spoglia ch’amo ed amai tanto.