L’herba son io, che ’l fior trista produce
la notte, e visto il sol chiuso il ritiene;
l’augel son io, ch’a l’ombra ed a la luce
piange il compagno suo, s’a morir viene;
l’arbor son io, che non mai frutto adduce
senza l’altra vicina, a cui s’attiene;
or quando fu d’amor miseria tanta?
Or quando un huom fu herba, augello e pianta?