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1508–1575

LXXIII

Berardino Rota

S’io fossi quel ch’io era, o s’io vivessi senza la vita mia ch’al ciel sen gio, o se campo di pianto acerbo e rio da spatiar dì e notte io non havessi,

direi, se dirne almen parte potessi, quanto di te lasciasti a noi desio, Irene bella ch’anchor presso a Dio dipingi e canti i tuoi gran pregi stessi.

Ma poiché dietro il mio bel lume amico la voce con lo stil tosto è sparita, né altro fuor che morte in me si vede, cigni, che fate il secol nostro antico,

mi volgo a voi qual huom muto che chiede con gli occhi e con la man pietosa aita.

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