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1508–1575

LXXII

Berardino Rota

Se ’l viver mi rincresce e mi rincrebbe, e l’alma via più ognihor sospira e lugge, s’Amor dentro il pensier notte e dì rugge, ampia ragion ben al mio duol si debbe.

Somma pietate e suo dritto farebbe Morte, a cui per aita il cor rifugge, a trarmi fuor di queste horribil ugge, spenta colei ch’anchor viver devrebbe.

Lanario, un tempo fu che forse accorte fur le mie note e si potean dar vanto, mercé di lei che le fea dolci e scorte; hor s’io gissi ov’è Mino e Rhadamanto,

misero Orpheo dannato a peggior sorte, rimarrei nova pena e novo pianto.

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