Se ’l viver mi rincresce e mi rincrebbe,
e l’alma via più ognihor sospira e lugge,
s’Amor dentro il pensier notte e dì rugge,
ampia ragion ben al mio duol si debbe.
Somma pietate e suo dritto farebbe
Morte, a cui per aita il cor rifugge,
a trarmi fuor di queste horribil ugge,
spenta colei ch’anchor viver devrebbe.
Lanario, un tempo fu che forse accorte
fur le mie note e si potean dar vanto,
mercé di lei che le fea dolci e scorte;
hor s’io gissi ov’è Mino e Rhadamanto,
misero Orpheo dannato a peggior sorte,
rimarrei nova pena e novo pianto.