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1508–1575

LXXI

Berardino Rota

Ohimé tre volte, o tre volte infelice! Ché non scoppiasti, o cor, ché non perdeste la luce, o occhi, il dì che voi vedeste quel che ridir senza dolor non lice?

Troppo per tempo, o mia nova phenice, da noi volasti al tuo nido celeste, purgata a più bel sol l’interna veste, altrettanto più bella e più felice.

Ma, lasso, a chi parlo io, se ’l cor più meco non è, ma in ciel? Se gli occhi occhi non sono, ma fiumi e notte, e tu di me non curi? Rimanda almeno il cor, che si sta teco;

agevola il mio fin, che più non duri questa vita ch’io fuggo ed abbandono.

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