«Passò la vita mia, né debbo o voglio
dirmi più vivo; ogni mia gioia è ita,
e Morte, che poria tornarmi in vita,
si sta pur sorda e vole il mio cordoglio.
Rompa homai di miei giorni il duro scoglio
la pioggia di questi occhi, e la ferita
profonda al cor rifiuti ogni altra aita»;
così talhor dire a me stesso io soglio.
Ma chi sta nel pensier risponde e dice:
«Convien che porti il grave peso a forza,
perché più duri il tuo stato infelice».
Poi mi consola e segue: «Or ti rinforza,
ch’a mortali il morir non s’interdice,
e vince al fine alto dolore e sforza».