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1508–1575

LXVI

Berardino Rota

Ne gli occhi miei, di largo pianto abissi, ne la fronte, di morte imagin vera, qual sete, donna, inseme e bella e fera legger potrete, e com’io viva e vissi;

quanto del mio gran mal piangendo scrissi, quanto fin qui de l’orgogliosa altera bellezza vostra, a lato a quel che n’era poco o nulla per Dio ne dico e dissi.

Il mio nemico vuol ch’a forza io taccia, perché pietà co’ miei sospir non mova né conforte gli spirti accesi e lassi. Pur se d’intender ciò nulla vi giova,

né degnate mirarmi, almen vi piaccia di spiarne il mio cor che con voi stassi.

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