O sposa, o donna del mio core, a Dio,
a Dio tre volte! Ahi, perché tanto amici
furo a te sola i fati, a noi nemici,
il tuo veloce, il piè nostro restio?
Tu di man tolta al mondo, al van desio
che ne governa, a gli atri ed infelici
giorni del secol reo, chiari e felici
ne meni i lustri al gran raggio di Dio.
Era ragion che nova stella in terra
splendessi tu, che ’n piè l’humana scorza
stesse, qual la memoria illustre ed alma.
O d’empia morte ingiuriosa forza,
qual man sì cruda un sì bel sole atterra?
Quando hebbe il ciel più chiara e nobil alma?