Ahi ch’io son nulla, e nulla esser mi piace!
Io non son io, né voglio esser più io:
così mi duol l’esser disciolto e mio,
o serva libertà che langue e giace!
Veramente conosco esser fallace
quanto promette il mondo vano e rio;
veramente è la vita un fonte, un rio
che, quanto più sen beve, e più dispiace;
e certo è tal che la mia dolce guerra
mi dice in sonno (o pietà grande e santa!):
«A che pur novo duol sempre t’atterra?
Di farne oltraggio invan morte si vanta;
non ti ramenta che si viene in terra
piangendo, e ch’a l’uscirne il cigno canta?»