Lagrime care, che di mezzo il foco
del cor uscite e mi bagnate il seno,
non mi lasciate mai, finché ’l terreno
nodo si scioglia: a scior resta ben poco.
Ogni affanno, ogni duol conforto e gioco
per voi mi torna: di tal dolce è pieno
quel che vi move, e tal ritegno e freno
porgete al viver mio già scorso e fioco.
Ben sarei sotto il grave e duro incarco
caduto, se da voi pietose e pronte
non fosse al duol per gli occhi aperto il varco;
ben fora dal mortal, ch’io porto, ardore
in tutto secco ed arso il vital fonte,
se nol temprasse il vostro amico humore.