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1508–1575

LXIX

Berardino Rota

Tre lustri a punto, un anno e cinque mesi hoggi chiuder vegg’io (nè già ’l vorrei ohimé veder) che nel bel nodo sei unita meco, e ch’io mi strinsi e presi,

e ch’io nel sol di duo begli occhi accesi, per far cenere poi, gli spirti miei; ch’a te sol tutt’i giorni e buoni e rei diedi, né mai pur col pensier t’offesi.

E giuro anchor, se mille lustri e mille viver potessi, che doppiando i guai doppierà il foco e doppierà la fede. Caro mio tempo, or quando aura o faville

sparver sì tosto? E da qui inanzi havrai per mio mal tronche l’ali e zoppo il piede.

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