Aria lieta, felice, amica e pura,
che tutta dal mio foco ognihor t’accendi,
e dal bel colle, ov’io mi lagno, intendi
l’historia del mio mal dogliosa e dura;
se mai giusta ti mosse e nobil cura
di belle cose, hor al grand’huopo intendi,
e la donna gentil risana, e rendi
bellezza e cortesia viva e secura.
Così fia ricco il mondo e rivestito
d’ogni valor, che senza i suo’ be’ rai
ne rimarrebbe nudo impoverito;
e sì tu qualità prender potrai
dal suo splendor, se riede ond’è sparito,
che virtù nova e maggior luce havrai.