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1508–1575

LXIV

Berardino Rota

Non sono io quel che più de gli occhi miei, più del cor t’hebbi cara? Quel che vissi per viver solo a te, che piansi e scrissi te viva e spenta, e dirne oltra vorrei?

Perché dunque di te sì scarsa sei, né torni in sonno a rischiarar gli abissi del viver mio? Già ten pregai, tel dissi quando salisti al regno de li dei.

E se torni talhor, perché mi dici «Io son pur morta, e tu non credi al vero» acciò né men col falso io mi console? A che dunque, per un ch’è solo e vero

mostro di sconsolati e d’infelici, a che più sorgi, a che riluci, o sole?

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