Non sono io quel che più de gli occhi miei,
più del cor t’hebbi cara? Quel che vissi
per viver solo a te, che piansi e scrissi
te viva e spenta, e dirne oltra vorrei?
Perché dunque di te sì scarsa sei,
né torni in sonno a rischiarar gli abissi
del viver mio? Già ten pregai, tel dissi
quando salisti al regno de li dei.
E se torni talhor, perché mi dici
«Io son pur morta, e tu non credi al vero»
acciò né men col falso io mi console?
A che dunque, per un ch’è solo e vero
mostro di sconsolati e d’infelici,
a che più sorgi, a che riluci, o sole?