Dentro il thesor de la memoria mia
vi serbo sempre, e ben posso thesoro
chiamarlo, se i robin, le perle e l’oro
dentro vi son che vi fan bella e ria.
Più viva ognihor m’appare, ove ch’io sia,
la fiamma che in sen celo, in carte honoro:
e talhor del pensier sì m’innamoro
c’ho di me stesso invidia e gelosia.
Dolce, soave, amica rimembranza,
chi vide mai, lontan d’ogni suo bene,
vivere in gioia un cor, ch’ogni altra avanza?
Sotto l’imagin vostra Amor mi vene
spesso a dar pace; e già per lunga usanza
morto a tutt’altro, in voi vivo mi tene.