L’usata forza e ’l suo vecchio costume
l’alato padre del vorace oblio
per me tralasci e perda homai, perch’io
non vo’ che tempo il mio dolor consume.
Qual fu già novo e solo il dolce lume
che ne l’alma destò nobil desio,
tal novo sempre e solo il dolor mio
fornace sia nel cor, ne gli occhi fiume.
Quanto pietosa più, Morte, saresti
a privar me, ch’ho l’esser vivo a sdegno,
de l’uso de la vita e non del frutto!
Senza lei quanto io vivo è secco legno
dannato a ferro, a foco; e pur son questi
rimedi tolti a la mia vita in tutto.