Che pro s’io grido, e voi sorda pur sete,
di novi sdegni e di nove ire armata?
Che pro s’io piango, e voi con ostinata
voglia del pianger mio lieta godete?
Che pro s’io moro, e voi pur mi volete
morto, del sangue mio tinta e bagnata?
Che pro s’io ardo, e voi, dura e gelata,
pur sovra il ghiaccio ognihor ghiaccio accogliete?
Lasso, quando havrà fin vostra durezza
che rotto ha la mia vita a mezzo il corso,
e com’ più se ne gode, e men sen pente?
Trovò pietà dove pietà si sprezza
il cantor thrace, ed Arïon soccorso
hebbe dal mar, che nulla vede o sente.