O de le mie tempeste amico porto,
Portia, più de la prima illustre e chiara,
o bel thesoro, o pretiosa, o cara
gemma che ’n mezzo il cor rinchiudo e porto,
deh, perchè il mondo me prima non morto
vide? Ch’amor più grande e fé più rara
veduto havrebbe. Ahi, Morte invida avara
qual fece al secol nostro ingiuria e torto!
Di più vivo carbon più bella historia
tu dato havresti, e più che mille Rome
Napoli tua n’andrebbe in pregio e in gloria.
Donna di Dio sol degna, or dove, or come
mi lasci in pianto? O mia nobil memoria,
o per me sempre amaro e dolce nome!