Del tuo morir, che fu la vita mia,
dogliansi gli altri pur che più non sanno:
la bella morte, il tuo felice affanno
nova gioia nel cor mi desta e cria.
Tu risaldar la piaga antica e ria,
e del fiero angue il venenoso inganno
vincer potesti, e ristorar quel danno
che ne lasciò del ciel chiusa la via.
Qual Ocean potea del primo errore
lavar la macchia ond’era il mondo infetto
fuor che ’l divin per noi sparso tuo sangue?
Gode dunque a ragion del tuo dolore,
Signor, l’alma già tua, ma duolsi e langue
ch’a morir ti costrinse il suo diffetto.