Se forse per pietà di chi vi mira
(poiché dal mirar voi nasce la morte)
l’avorio e l’ostro, onde d’Amor la corte
s’avanza, havete, o bella donna, in ira,
né vi cal se si piange e si sospira
perché dolor vi prema acerbo e forte,
né vi ramenta ch’è ben alta sorte
d’occhio che per bearsi a voi si gira,
vana pietà de l’altrui mal vi move;
ché non ponno cangiar novi accidenti
beltà sempre una, eterna ed infinita.
Da gli atti honesti e da’ soavi accenti
tante piovon dolcezze e così nove
che se ne more; e quel morirne è vita.