Perché poteste, exempio novo e chiaro
d’honestà, di valor, di leggiadria,
sprezzar la Parca ingiuriosa e ria
e gli oltraggi del tempo invido avaro,
quel dì che’ be’ vostri occhi al cor m’entraro,
sì ch’a tutt’altro poi chiuser la via,
«Scrivi» mi disse Amor, «questa è la mia
gloria, questa il maggior pregio e più caro».
Presi tosto la penna; in ogni parte
sparsi il bel nome, perch’in voi qual era
scorger potesse il mondo il mio martire.
Ma s’hoggi ben ritrar non posso in carte,
mortale e basso, opra divina altera,
colpa d’Amor, non mia, che mel fé dire.