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1508–1575

II

Berardino Rota

Dal vero fonte de’ celesti rai per triomphar del mondo il foco prese Amor, con cui sì forte il cor m’accese ch’io di spegnerlo più non spero homai;

E l’arco, onde ferito entro n’andai, fé di due ciglia ov’ogni studio intese, e quella rete, ch’a’ miei danni tese, del più fin or che rilucesse mai.

Né satio anco di ciò volse cangiarmi con la virtù di più dolci parole che mai s’udiro, e trasformarmi in vui. Meraviglia non è, dunque, se trarmi

non pò di vita il duol, che non mi duole, se ’n voi medesma trasformato io fui.

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