O di luce nemica e di pietate
Lucina, o novo inexorabil mostro
uscito fuor del nero infernal chiostro
per tor bellezza al mondo ed honestate;
nuda non ti vid’io de le beate
intatte membra il vivo avorio e l’ostro
bagnar in fonte, perché fossi a nostro
danno qual già né in questa o in altra etate.
Empia, devei pur tu sì fier destino
vincer, ma ben te vinse invidia e sdegno,
temendo in terra il bel raggio divino.
Né però giunse il van pensero al segno,
ché più di te riluce a Dio vicino
la bella donna nel celeste regno.