Né la man ch’in se stessa il ferro torse,
o condusse il destrier di legno al Xanto,
né quella che percosse un solo, e tanto
afflisse Roma e pose il mondo in forse,
né la man ch’al bel tempio il foco porse
fu sì crudel né scelerata quanto
quella che per lasciarmi in pene e ’n pianto
chiuse que’ duo begli occhi, e non s’accorse
che chiuse il sole, e ben fu troppo ardire.
O quella pur, che me vivo sotterra
non pose anchor con quel bel velo amato,
perché si veggia come vada e spire
un cadavere, un tronco in su la terra,
miracol novo e miserabil fato!