Qual sotto la notturna ombrosa veste
par che cristallo fuor liquido e lento
stilli ogni stella, e con la pioggia il vento
turbi poi tutto il gran campo celeste,
tal veggio sotto bende oscure honeste
piover i bei vostr’ occhi onde d’argento,
e col pianger sospir profondi io sento
mover mille d’amor dolci tempeste;
ben vorrìa il mondo ch’asciugaste il pianto,
se con voi si dilegua in tristo humore,
ma procacciarsi il mal proprio non vole;
perché vi fan le lagrime e ’l dolore
sovra l’usata via bella altrettanto,
e mentre voi piangete il duol non duole.