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1508–1575

CXXIV

Berardino Rota

Perché del mondo ingiurioso e vile corrotta macchia il tuo leggiadro e puro non potesse far poi greve ed oscuro, candido mio colombo almo e gentile,

dal terren visco periglioso humile al tuo nido celeste alto e securo Dio ti richiama; e t’è noioso e duro l’esser fin qui tardato al terzo aprile.

Deh, perché al ciel quando spiegasti i vanni io restai qui, di morte arida stampa, ne la tempesta degli humani inganni? Tal, quando il mar più d’ira e d’onde avampa,

rimansi a dietro e sente ultimi danni gran legno e grave, il leve e picciol campa.

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