Vela, che del gran Dio ti spieghi al fiato,
e per l’ondoso mar del mondo infido
ne vai secura, ed al primier suo lido
drizzi il legno di Pier scosso e turbato,
ben fu con bianca pietra il dì segnato
(ben la gratia avanzò la speme e ’l grido)
che recasti al fiorito e mio bel nido
più ricca merce che quel vello aurato.
Recasti te, che se’ pregio più degno
de l’altra già che la reina feo
che vinse in gonna il forte armato duce.
Te non mai pioggia irata o vento reo
bagne o percuota e, tardi, un novo segno
t’accolga il ciel ne la maggior sua luce.